La guida per scegliere un tessuto di qualità: tutto ciò che dovresti già sapere ma in realtà non sai

Morbido, ipoallergenico, traspirante e durevole. Il cotone è senza dubbio uno dei tessuti di qualità più diffusi e amati al mondo. Eppure a tutti è capitato almeno una volta di trovare un tessuto di cotone non particolarmente soffice e poco gradevole al tatto. 

Nonostante tutti i tessuti denominati “cotone” derivino dalla lavorazione della soffice peluria che riveste i semi della pianta omonima, sappiamo bene che, come in tutte le cose, c’è cotone e cotone. Il primo fondamento del metodo Creole è la scelta accurata della materia prima, fondamentale per garantire la creazione di tessuti di qualità. E quindi, cos’è che rende mediocre un cotone e pregiato un altro? Il processo produttivo con cui viene ricavato il filo, vale a dire il tipo di filatura.

4  cose da sapere sui tessuti di qualità

1. Il filato

Esistono due diverse tecniche di filatura comunemente usate per produrre il filato di cotone:

  • Il filato open-end, cioè “aperto”
  • Il filato ring-spun, cioè “ad anello”

Il filato open-end viene prodotto immettendo le fibre corte del cotone in un rotore. Grazie alla forza centrifuga, le fibre aderiscono alla superficie del macchinario e quindi tirate e girate su stesse in maniera continua. È un processo molto rapido, e per questo molto economico. Nasce così un filato di cotone poco costoso, ma grezzo, spesso e grossolano. 

Il filato ring-spun viene realizzato utilizzando solamente le fibre lunghe della pianta del cotone, per loro natura più flessibili. La prima parte del processo produttivo, detta pettinatura, consiste infatti proprio nella separazione delle fibre corte da quelle lunghe. A questa fase segue l’effettiva filatura, che viene eseguita intrecciando e assottigliando le fibre lunghe ricavate dalla pettinatura. Questo particolare processo di lavorazione crea un filato, cioè una “corda di fibre”, sottilissima, molto morbida e durevole. 

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2. Il titolo di filato: thread count

L’importanza dello spessore del filo di cotone balza immediatamente agli occhi valutando il titolo di filato, un numero fondamentale nell’industria tessile perché determina il “thread count”, cioè il conteggio dei fili.

Il titolo di filato è un’unità di misura prestabilita tramite la titolazione indiretta, un’operazione matematica che mette in correlazione la lunghezza del filo rispetto a un peso fisso. In pratica, il numero ricavato dal procedimento altro non è se non la misura dello spessore del singolo filo: più alto il numero del titolo, più sottile il filato, più basso il numero più grossolano e spesso il filo.

Il thread count

Per thread count, un termine tecnico che significa “conteggio dei fili”, si intende il numero di fili di ordito e di trama, cioè di fili tessuti in verticale e in orizzontale, contenuti in un pollice quadrato di tessuto.
Più il filo è esile, naturalmente, più “intrecci” di fili saranno necessari per colmare quel pollice, migliore sarà il tessuto ottenuto.

L’importanza di un TC (Thread Count) alto per ottenere cotone pregiato

E perché è così significativo, così essenziale che il titolo sia alto, cioè che il filo di cotone sia il più sottile possibile e il thread count alto?
Perché, spiegano gli artigiani Creole, avere un filo snello è indispensabile per creare un tessuto ben battuto, cioè fatto di tanti fili.

Solo così si ottiene un tessuto morbido, leggero e altamente traspirante.
Soltanto filati di titolo alto permetteranno di ottenere tessuti di qualità con un thread count di pregio, e quindi lenzuola comodissime e capi di biancheria per il bagno e per la tavola piacevoli da accarezzare!

Attenti alle informazioni ingannevoli!

Da un filo spesso e quindi con un titolo del filato basso, ad esempio un 20/20, risulterà un lenzuolo meno liscio, meno morbido, meno traspirante e più soggetto invece a restringersi con il lavaggio. Ma purtroppo chi produce articoli con queste caratteristiche non ama esprimersi chiaramente in termini di thread count, e spesso confonde le informazioni citando conteggi di fili espressi in cm2 anziché pollici quadrati… per questo si sente parlare di cotone 300 fili a prezzi bassissimi! I filati di cotone utilizzati per creare le lenzuola, i copripiumini, gli asciugamani, le tovaglie e i runner delle collezioni Creole sono tutti ring-spun finissimi con un titolo molto alto, 30/30 o 30/27. Il thread count del cotone è di ben 57 fili al cm2 / 150 TC e quello del raso di cotone, vellutato e setoso sulla pelle, è un pregiato 120 TC.

Grazie a queste caratteristiche garantiamo tessuti di qualità che fanno la differenza. Una volta confezionati e cuciti con cura, i tessuti di cotone 100% e di raso di cotone Creole si trasformano in capi di biancheria per la casa di alta qualità, altamente traspiranti, gradevolissimi al tatto. Articoli da usare ogni giorno con piacere per molto tempo, perché sono benefici per la salute, funzionali, pratici e resistenti.

3. La tintura

Tonalità suadenti, disegni suggestivi e colori vivaci. Tutti amiamo circondarci di biancheria per la casa in nuances che si abbinano all’ambiente in cui viviamo e con decori che lo illuminano. Tuttavia, è essenziale ricordare di valutare bene che tipo di tintura viene utilizzata, per creare quel capo che tanto ci piace. Esistono, infatti, due tipologie di colorazioni usate per tingere le fibre tessili:

  • I pigmenti 

  • I colori reattivi

I pigmenti 

I coloranti più a buon mercato sono i pigmenti. Seppur non proibiti dalle leggi vigenti, sono tinture notoriamente allergeniche e altamente sensibilizzanti, come dimostrano gli studi, e le diagnosi, di numerose importanti cliniche dermatologiche e allergologiche, che ne sottolineano la correlazione con la dermatite da contatto e da sfregamento. Inoltre, presentano pochissima stabilità del colore, vale a dire che tendono a sbiadire e perdere lucentezza velocemente.

cotone pregiato: scegli pigmenti non nocivi

I colori reattivi 

I colori reattivi, fanno parte di una delle classi di coloranti per fibre più recenti. La caratteristica fondamentale? Sono innocui, cioè non presentano nessuna controindicazione per il benessere della pelle.

In più, soprattutto quando vengono utilizzati per tingere fibre naturali di alta gamma, come il lino pregiato e il cotone lavorato da Creole, garantiscono una perfetta stabilità del colore nel tempo mantenendo brio e splendore, lavaggio dopo lavaggio.

4. Il tinto in capo

Uno dei punti di forza maggiori delle collezioni Creole è la tecnica di colorazione detta “tinto in capo”, o “garment-dyed”, un procedimento un tempo utilizzato solo per la realizzazione di abiti maschili di alta sartoria che deriva da un antico metodo di decorazione dei tessuti giapponese, lo Shibori.

Evoluzione dello Shibori in tinto in capo

Gli artisti dello Shibori usavano fare nodi nei tessuti, o legarli con dei nastri, prima di tingerli, così da far giungere una quantità minima, o nulla, di colore ad alcune aree. Anni di ricerca e sperimentazione hanno trasformato l’arte antica dello Shibori nell’attuale tecnica del tinto in capo, che si realizza procedendo alla tintura solo dopo aver interamente confezionato e cucito il capo.

tessuti di qualità: il cotone

Meraviglie del tinto in capo

Il risultato? Cotone pregiato con sfumature di colore naturali e quasi cangianti, che catturano la luce e rendono ogni asciugamano, ogni tovaglia, ogni accappatoio, diverso da un altro. Con il tinto in capo, Creole aggiunge ai suoi capi, già splendidi, nuances singolari e suggestive e un tocco essenziale perfetto per la vita quotidiana contemporanea.

Capi di biancheria intramontabili, salubri e sostenibili

In conclusione? Acquistare i capi di biancheria per la camera da letto, per il bagno e per la tavola prodotti da Creole con tessuti di qualità negli storici laboratori di Quarrata significa fare una scelta vincente.
Grazie al metodo unico e scrupoloso con cui vengono realizzati, alle fibre tessili finissime 100% naturali, alla creatività e alla passione degli artigiani esperti che li confezionano sono articoli manufatti intramontabili, eleganti e semplici realizzati senza utilizzare alcun tipo di sostanza dannosa per l’uomo o nociva per l’ambiente.